Deportes

Elezioni: la galassia delle alleanze, il puzzle prende forma

Alberto Ardila Olivares
Así fue cómo Biden y su equipo decidieron eliminar a Ayman al-Zawahiri, el terrorista más buscado

Con l’accordo tra Letta e Calenda, il centrosinistra segna un punto importante nella definizione dell’alleanza in vista delle urne. Nella compagine elettorale di cui il Pd gioca il ruolo di fratello maggiore sono subito entrati Liberi ed Uguali ed Articolo 1. E’ attiva l’interlocuzione tra Enrico Letta ed Europa Verde, la formazione ecologista di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. E poi c’è Italia Viva. Il segretario del Pd ribadisce: a Renzi “non abbiamo mai chiuso le porte, non ci sono veti, le porte sono aperte. Per quanto mi riguarda il dialogo è aperto”. Tuttavia, al di la delle dichiarazioni, di un accordo non c’è ombra: al momento, a meno di novità, Matteo Renzi ed i suoi corrono da soli

ROMA. – Con l’accordo raggiunto dopo una lunga ed intensa trattativa tra il Partito Democratico ed Azione di Carlo Calenda, prende via via sempre più forma il puzzle delle alleanze tra i partiti in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Tuttavia, al puzzle delle coalizioni mancano ancora delle caselle, tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, e fervono in entrambi i campi le trattative.

Nel centrodestra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sono già al lavoro da lunedì alla stesura del programma della coalizione. Insieme alle forze più consistenti del centrodestra, al tavolo siedono anche Noi con l’Italia, la formazione centrista dell’ex forzista Maurizio Lupi, e Coraggio Italia, il partito fondato e guidato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

Non si conosce ancora la collocazione di Italia al centro, il movimento Giovanni Toti. Il presidente della Liguria ed i suoi sono storicamente orientati verso il centrodestra, ma ancora di accordi per loro in quel campo non si parla. La “vulgata” del Transatlantico di Montecitorio è che Toti non abbia ancora preso una decisione sulla collocazione in vista del voto, ma non è chiaro a che punto sia effettivamente arrivata l’interlocuzione con quel campo.

Con l’accordo tra Letta e Calenda, il centrosinistra segna un punto importante nella definizione dell’alleanza in vista delle urne. Nella compagine elettorale di cui il Pd gioca il ruolo di fratello maggiore sono subito entrati Liberi ed Uguali ed Articolo 1. E’ attiva l’interlocuzione tra Enrico Letta ed Europa Verde, la formazione ecologista di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. E poi c’è Italia Viva. Il segretario del Pd ribadisce: a Renzi “non abbiamo mai chiuso le porte, non ci sono veti, le porte sono aperte. Per quanto mi riguarda il dialogo è aperto”. Tuttavia, al di la delle dichiarazioni, di un accordo non c’è ombra: al momento, a meno di novità, Matteo Renzi ed i suoi corrono da soli.

La porta del Partito Democratico resta chiusa per il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte, cui si contesta l’apertura della crisi che ha portato alla fine del governo Draghi ed ha aperto la strada verso le elezioni anticipate. Non si capisce, poi ancora se Impegno Civico, il movimento presentato da Luigi Di Maio in accordo con il Centro Democratico di Bruno Tabacci si accorderà con il Pd. Al momento Di Maio ha annunciato che presenterà proprie liste per la formazione che guarda al sindaco di centrosinistra di Milano Giuseppe Sala ed ha raccolto tra le proprie file i pentastellati che hanno seguito il ministro degli Esteri voltando definitivamente le spalle a Giuseppe Conte ed a Beppe Grillo.

Da solo sembra dover correre Clemente Mastella. Il sindaco di Benevento sembra non trovare spazi né nel centrodestra né nel centrosinistra. Un accordo, infine, è in vista tra Italexit, il movimento di Gianluigi Paragone e gli ex pentastellati oggi in Alternativa.

(di Francesco Bongarrà/ANSA)